La Caduta degli Dei – ovvero – La fine delle potenti reflex

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Il valore del downsize – Confronto qualitativo

1. Il Mestiere
Un po’ di tempo fa, qualcuno se lo ricorda, impugnare una grossa reflex, magari un’ammiraglia come la Canon 1DS MK3, era, oltre che una gran soddisfazione, anche l’annuncio di uno status symbol. Serviva in qualche modo a dire al cliente che “io sono il fotografo, ho questa potente attrezzatura, ecco perché costo e lo stesso lavoro non te lo può fare un dilettante”. I cliente, il più delle volte, strabuzzava gli occhi ammirato e in qualche modo rassicurato di aver fatto la scelta giusta. Se poi il fotografo, sprezzante dello sforzo ginnico, esibiva un Potente Dorso Digitale, i rispettivi ego, suo e del cliente, erano paghi e lieti fino alla fine dei giorni.
Questo, almeno, fino a un certo livello, ovvero fino a dove il fotografo non avesse conquistato le vette della notorietà. Per il famoso professionista, infatti, per il fotografo di grido questi dettagli contano meno.
La colpa, beninteso, non era tanto del povero fotografo.. e nemmeno del cliente.
Entrambi, infatti, erano (e sono) le vittime di una dittatura digitale che, portando molte cose buone e alcune molto cattive, ha creato un confuso panorama di sedicenti “Photographers” che potevano e sempre più possono dichiarare alla dogana macchine di tutto rispetto.
Non ho nulla contro i photographers dilettanti, anzi.. da qualche parte si deve cominciare e il diletto porta in superficie il talento. Un po’ di umiltà da parte di alcuni, però, prima di rovinare il mercato con prezzi scriteriati e capacità improvvisate, avrebbe fatto davvero tanto bene.

Veniamo al dunque.
Siamo in controtendenza: è bella la macchina piccola, leggera, discreta e, al contempo, potente, evoluta, flessibile.

Questo fenomeno è in parte dovuto al fatto che la piena rivoluzione digitale e l’evoluzione tecnologica hanno ormai reso superflue e sorpassate le dimensioni della macchina fotografica.
Per altro verso, però, questa tendenza è stata accelerata dalla sostanziale inerzia dei grandi colossi, o nomi storici, della fotografia e dalla baldanza di alcuni nuovi contendenti.


2. Mirrorless contro Reflex

Guardate qui; sono due full frame:

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Questi sono i risultati finali dei test di DXOmark, uno dei più prestigiosi e autorevoli siti di fotografia.
Sono messe a confronto due macchine molto diverse: la Sony A7r e la Canon 5D MK3. Mirrorless contro Reflex.
A parte il punteggio totale che un po’ umilia la Canon, guardiamo nel dettaglio il range dinamico.. siamo a 2,5 Evs di differenza in favore della Sony. Tantissimo.
Anche la profondità colore… 1,6 bit sembrerebbe poca cosa e invece è davvero un valore importante.
Certo, non è solo la pura qualità dell’immagine a fare di una macchina uno strumento affidabile di lavoro; di questo, però, parleremo tra poco.
Per capire meglio la portata del test esaminiamo quest’altra scheda.

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Qui la A7r è messa a confronto con due dorsi digitali che sono andati per la maggiore. Devo aggiungere qualcosa?
La profondità colore tra i tre apparecchi è molto vicina e la A7r è sopra ad Hasselblad. Quasi raggiunge il P65 mancandolo di soli 0,4 bit.
Sul range dinamico e sulla capacità nelle basse luci non c’è storia: Sony vince a mani basse.
Dobbiamo considerare che stiamo parlando di una camera di circa 2.100 euro (ora in offerta a 1.600 euro), a confronto di dorsi digitali di parecchie migliaia di euro.

Ancora un confronto.

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Dalla scheda possiamo vedere che la A7r – una camera di 1 anno fa (!) di cui aspettiamo a brevissimo un aggiornamento – se la gioca alla grande con il modello di punta di Phase One. Questa volta Phase One prende il largo nel mare della profondità colore (con un risultato incredibile), ma paga ancora dazio nel range dinamico e nella sensibilità.

A questo punto qualcuno avrà notato che nel test c’è anche una Nikon.. l’ultima nata tra le ammiraglie, la 810. Ma come? E la superiorità delle mirrorless?
Beh, la 810 monta il sensore della A7r… così è ancora Sony che vince, anche se su quei 36 Mp Nikon è riuscita a fare un lavoro straordinario.

Però… c’è sempre da considerare che la 810 costa 2.700 euro, pesa 980 gr. ed è semplicemente enorme.
Di contro ha l’autofocus più veloce e un ecosistema più ampio, in particolare per quanto riguarda gli obiettivi.

Nonostante questo, Nikon e Canon stanno tremando e il destino di Phase One e compagnia si avvicina velocemente ad un bivio.
La nuova Sony A7II, per esempio, ha un autofocus più evoluto rispetto ai primi modelli, con sensori di fase e di contrasto, ereditato in parte dalla Sony A6000, dotata forse dell’autofocus più veloce al mondo. E’ logico che le nuove A7r e A7s adotteranno sistemi simili, colmando l’attuale gap.
Inoltre, è vero che il sistema di ottiche Sony non può ancora rivaleggiare per numero e varietà con quelli di Canon e Nikon, ma le ottiche attualmente disponibili a marchio Sony o Zeiss sono spesso così buone da lasciare a fare da rivali soltanto le costosissime Leica.

In più ai possessori di una mirrorless si apre uno sterminato mondo di ottiche di tutti i tipi: basta  un anello adattatore dedicato e sarà possibile di volta in volta montare ogni tipo di ottica, dalle fiammanti autofocus alle affascinanti vintage. Canon, Leica, Nikon, Pentax, Olympus, Minolta, Zeiss… non esiste praticamente lente che non sia possibile montare con l’ausilio del giusto adattatore.
Ci sono adattatori anche per le lenti medio formato, adattatori che effettuano il tilt e lo shift, elettronici o solamente meccanici e (ultima novità), che mantengono in maniera ottimale le funzioni di autofocus di un moderno obiettivo.
Tutto questo su una macchina come la A7r è non solo possibile, ma appagante grazie ai particolari ed evoluti ausili di messa a fuoco manuale di cui è dotata.
Così sarà possibile trovare un eccezionale Canon FD 50 f1,4, su Ebay a meno di 100 euro o un ottimo Cosinon 135 f2,8 a soli 61 euro.
In poco tempo e con pochi euro potremo mettere su un corredo di ottiche a volte interessanti, a volte eccellenti e spesso molto luminose.

A cosa servono allora le reflex?
Io credo che servano sempre meno e che siano destinate a sparire (almeno come digitale). La Canon 5D MKIII è un’ottima macchina, con un’ottima resa e un autofocus molto veloce. Però è pesante, è ingombrante, poco discreta in luoghi pubblici, con un design che non dice nulla di nuovo e con gli stessi ostinati limiti delle sue antenate: niente FullHD a 60p, niente codec evoluto, niente formati performanti, nessuna assistenza alla messa a fuoco, nessuna funzione evoluta per il video.
Certo per fotografare una sfilata con autofocus e lampi veloci è perfetta, ma per il resto è un oggetto che trovo di una noia mortale, non concedendo nulla alla fantasia.
Se la deve vedere poi con le piccole senzaspecchio che offrono la rivoluzionaria stabilizzazione a 5 assi in-camera (ne ho parlato qui), il mirino elettronico con i suoi innumerevoli vantaggi, e codec video molto più evoluti (vedi, tra le altre Sony A7s e Samsung NX500)

In conclusione di questo articolo, però, vorrei spingermi un po’ oltre.

A6000-5dmk3

Signore e Signori, alla sinistra potete ammirare la Sony A6000, una splendida macchina di 546 euro che, a soli 1.900 euro (circa) di risparmio dalla concorrente, ha i soli difetti di avere un sensore più piccolo e prestazioni sulle basse luci inferiori.. tutto il resto, compreso l’autofocus, è ineccepibile.

Cosa accadrà tra pochi giorni quando uscirà la A7000? La nuova piccola ammiraglia APS-C di Sony dovrebbe costare intorno ai 7-800 euro ed essere dotata di molte nuove funzioni. Avremo allora una macchina piccola, leggera (la A6000 pesa meno di 350 gr.), che farà concorrenza perfino alla concorrenza.

Tremate, dunque, oh potenti reflex! Tremate!

 

 

 

11 thoughts on “La Caduta degli Dei – ovvero – La fine delle potenti reflex

  1. Carlo says:

    Articolo bello e interessante. Grazie, mi è stato utilissimo.

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  2. Mattia says:

    Ciao, parlo da scontento possessore di una d4 e relative ottiche, pesabtepesante, scomoda ecc. Per questo motivo ho provato per un fine settimana la em1 olympus, dovertente, frizzante ecc peccato che la qualità delle foto non sia paragonabile ma soprattutto, il problema era l’autofocus, impreciso totalmente rispetto alla d4. Quando l’autofocus sarà all’altezza, passerò ad una mirrorless

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    1. pdrphoto says:

      Ciao! la qualità delle foto della macchina che hai provato non è all’altezza, è vero, ma stiamo parlando di una macchina di una generazione fa… Se, sempre rimanendo ad Olympus, provi la em5 il discorso cambia e di molto: autofocus molto reattivo e qualità dell’immagine migliore. Soprattutto – non so se ti è capitato di vedere in rete dei test al riguardo – gli scatti realizzati con il multishot tramite il sistema di stabilizzazione a 5 assi producono un raw da oltre 60 Mp che supera brillantemente in qualità i file della Nikon 810. Per ora quel sistema funziona su cavalletto ma sulla prossima em1 dovrebbe esordire a mano libera (!).

      Per le Sony il discorso è diverso.. la serie 7 è full frame, quindi paragonabile direttamente alla D4, in più i fondamentali valori di gamma dinamica e profondità colore sono al vertice della categoria.
      Sull’autofocus a partire dalla A7II siamo a buoni livelli… con questa ultima A7rII dovremmo essere arrivati al livello (o quasi) delle reflex più veloci. Vedremo dai primi test!

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  3. Adolfo says:

    Sono perfettamente d’accordo sulla superiorità delle mirrorless sulle reflex e sono convinto che nel giro di qualche anno le reflex scompariranno dal mercato. E’ la naturale evoluzione che si è avuta in tutti i campi della tecnologia: la sostituzione della meccanica con l’elettronica. Quest’ultima è vincente sul costo, sulla affidabilità, sulla precisione, sulla miniaturizzazione ecc.. Per quanto riguarda le fotocamere la caratteristica più importante è la riduzione di peso e l’affidabilità a parità di prestazioni che in futuro saranno certamente superiori. Spero che in futuro anche gli obiettivi subiranno una rivoluzione tecnologica a parità di performances.

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    1. pdrphoto says:

      Sì.. ecco perché sono interessantissimi due elementi. Il primo è che Sony ha annunciato nel suo documento programmatico che uno degli obiettivi della sua ricerca era quello della progettazione di ottiche più piccole e leggere. Il secondo è quel famoso brevetto di cui parlo in questo articolo in cui vediamo che una semplice lente posta direttamente sul sensore può ovviare all’uso di pesanti e costosi lenti speciali.

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  4. Giovanni Pes says:

    Ciao, l’articolo è estremamente interessante ma credo che alcuni dei colossi della produzione mondiale non si rassegneranno ad un tramonto così repentino dei loro prodotti. Credo che abbiano già nel cassetto qualcosa di importante che gli consenta di prolungare di molto il loro businenes.

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    1. pdrphoto says:

      Ciao. E’ quello che spero. Certamente non moriranno.
      Però sono da valutare le scelte strategiche che hanno fatto, ignorando il mercato e le potenzialità delle mirrorless.
      Nikon aveva cominciato bene con la V1. Poi man mano si è persa e possiamo dire che i modelli successivi sono “quasi” peggiorati. Canon poi ha fatto peggio… ha abbandonato il settore e ha declassato le reflex, aggiornandole col lumicino dal punto di vista fotografico e lasciandole invariate sul fronte video.

      Consideriamo solo il fatto che la gamma dinamica delle reflex Canon è allo stesso livello dai tempi della 1D ed è tra le più basse del mercato. Infine ha finito per farsi concorrenza da sola con la gamma cinema, ma non ha saputo differenziare bene i prodotti.. proponendo delle semipro nell’alto gamma cinema e non innovando nella gamma reflex/mirrorless.

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  5. leonarda says:

    Sono d’accordissimo con te, ma DXOMARK non ha MAI provato una Fuji quindi in quanto ad autorevolezza è un po’ scarsino 🙂
    Meglio Dpreview.
    In ogni

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    1. pdrphoto says:

      Ciao Leonarda..
      in realtà DXOMARK non ha più testato Fuji mi pare dal 2012 (per motivi a me ignoti), ma fino a quella data possiamo trovare diverse recensioni.
      Su quale tipo di test sia più attendibile poi, se quelli di Dpreview o quelli di DXO, si è parlato molto e ci sono pareri discordanti.
      Io la penso in questa maniera: le prove di Dpreview sono molto complete, corredate di foto e di filmati e sono un riferimento comparativo visivo molto importante, direi fondamentale.
      Le prove di DXO, d’altro canto, misurano dati che Dpreview non fornisce e che sono riassunti nelle famose tabelle. Le tabelle non sostituiscono ovviamente la recensione completa di DXO e nemmeno sono la parola finale sulla qualità della macchina testata, però ci danno delle informazioni fondamentali sui sensori e le loro capacità.
      Personalmente credo che Dpreview e DXO siano due facce, fondamentali, della stessa medaglia.
      Un saluto!

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